Bonus ristrutturazione 2023: lavori ammessi, beneficiari, come funziona

Bonus ristrutturazione 2023: lavori ammessi, beneficiari, come funziona

Ultimo aggiornamento: 26/02/2023
Tempo di lettura: 4 minuti

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Bonus Ristrutturazione 2023: tetto massimo, lavori inclusi, beneficiari del bonus, modalità di pagamento dei lavori.

 

Che cos’è il Bonus Ristrutturazione? Per prima cosa vediamo che cos’è e fino a che importo di spesa interviene. Il bonus ristrutturazione è un’agevolazione edilizia che permette di fatto l’accesso a una detrazione fiscale del 50% della spesa sostenuta per chi realizza lavori in casa, fino ad un massimo di 96.000 euro. In riferimento al 2023 il bonus ristrutturazione spetterà anche per le spese sostenute nell’anno in corso fino ad un massimo, appunto, di 96.000 euro. Dal 1° gennaio 2025, invece, sarà possibile usufruire di una detrazione pari al 36%, con un limite massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare.

Quali sono i lavori compresi nel Bonus ristrutturazione 2023? La detrazione del 50% spetta per i lavori elencati di seguito:

a. lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001); b. interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

Inoltre il bonus ristrutturazione spetta anche per i lavori eseguiti in proprio. A tal proposito si ha il diritto alla detrazione del 50 per cento le spese per l’acquisto dei materiali (circolare numero 28 del 25 luglio 2022). Ecco un esempio degli interventi che rientrano in tale casistica:

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a. rifacimento di scale e rampe; b. costruzione di scale interne; c. sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di interventi finalizzati al risparmio energetico; d. materiale o tipologia di infisso; e. installazione di ascensori e scale di sicurezza; f. realizzazione e miglioramento dei servizi igienici; g. recinzione dell’area privata;


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Bonus ristrutturazione 2023, a chi spetta e chi può richiederlo? In linea generica possono avere accesso al bonus ristrutturazione 2023 tutti i contribuenti che rispettano i requisiti previsti, ovvero tutti i soggetti chiamati al pagamento delle imposte sui redditi. Possono dunque beneficiare del bonus i seguenti soggetti:

a. proprietari o nudi proprietari; b. titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie); c. locatari o comodatari; d. soci di cooperative divise e indivise; e. imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce; f.soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari)

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In alcuni casi possono avere accesso all’agevolazione anche futuri acquirenti, nel caso di firma del contratto preliminare di compravendita. I soggetti in questione devono rispettare le seguenti condizioni:

a. avere il possesso dell’immobile; b. eseguire i lavori di ristrutturazione a proprio carico; c. aver registrato il compromesso.

Bonus ristrutturazione 2023: come si pagano i lavori? Nel rispetto dei dei requisiti si dovrà prestare molta attenzione a come vengono pagate le fatture che rientrano nel bonus ristrutturazioni, per non incappare in spiacevoli aspettative. A tal proposito si dovrà utilizzare un bonifico bancario o postale parlante che dovrà comprendere:

a. codice fiscale del beneficiario della detrazione; b. codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento. c. causale del versamento: “bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla  detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986”;

 

Si potrà optare anche per un finanziamento.In tal caso sarà la società finanziaria a pagare  tramite bonifico seguendo le precedenti indicazioni e il beneficiario dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

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