Vendere casa alla banca: come funziona?

Vendere casa alla banca: come funziona?

Ultimo aggiornamento: 28/10/2023
Tempo di lettura: 4 minuti

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È possibile vendere casa alla banca? La risposta è si. Si tratta di una soluzione dedicata a chi ha almeno 60 anni ma in realtà, è consigliabile per chi ha bisogno di liquidità immediata. Nell’articolo cerchiamo di comprendere i vantaggi, come procedere e a cosa prestare attenzione.

Cosa significa vendere la propria casa alla banca?
In primis vendere casa alla banca si tratta di un gesto volontario e non di un’esecuzione forzata:la banca paga per acquisire l’immobile. Si tratta di una vera a propria vendita, possibile solo se si sono compiuti 60 anni di età. Da quell’età in poi infatti, la banca può essere interessata ad acquistare la casa in cambio di un prestito vitalizio ipotecario, vale a dire la possibilità di continuare a vivere in quella casa a fino alla morte e contemporaneamente ricevere denaro dalla banca fino a quel momento.In pratica, è possibile ottenere un prestito vitalizio ipotecario in cambio della nuda proprietà dell’immobile, di cui entrerà in possesso la banca grazie ad un’ipoteca alla vostra morte. Quindi, il più tardi possibile. Dopodiché gli eredi potranno riscattare l’immobile altrimenti la banca lo terrà in cambio del denaro che vi ha fornito. La scelta di vendere casa alla banca conviene quando si ha un forte bisogno di liquidità (e si hanno i requisiti che abbiamo visto). Il vantaggio principale riguarda tutte le agevolazioni fiscali previste oltre al fatto di evitare un possibile pignoramento in caso di problemi economici. Inoltre, è consigliabile vendere casa alla banca quando non si hanno degli eredi diretti.

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Che cos'è il vitalizio ipotecario?
Il prestito vitalizio ipotecario è un’alternativa offerta da alcune banche ai cittadini di età superiore a 60 anni, che non avendo accesso al credito bancario (avendo problemi di liquidità) possono vendere casa alla banca come nuda proprietà mantenendo il diritto di usufrutto o abitazione. La somma massima (secondo il regolamento 2022) che può essere ottenuta è di 350.000 euro (il tetto comunque varia da banca a banca). La banca, dopo aver fatto eseguire una perizia sull'immobile, concede un importo pari ad una percentuale del valore dello stesso che varia in base all'età del richiedente, per arrivare fino ad un massimo del 50%. Per fare un calcolo sommario: chi ha 60-70 anni può ricevere somme pari al 10-15% del valore dell'immobile, chi ha 71-80 anni riceve il 20%, chi ha 81-90 anni può ricevere fino al 40% e gli over 90 possono ottenere fino al 50%.

Come fare e quali sono i requisiti?
Come abbiamo visto bisogna aver compiuto 60 anni di età, essere proprietari di un immobile di tipo residenziale non ipotecato. Vediamo come fare. Per prima cosa se l’intenzione è quella di vendere casa ad una banca è naturalmente importante scegliere l’istituto bancario a cui rivolgersi. Dopodiché si potrà procedere con la formalizzazione di una proposta che la banca procederà a valutare in base ai requisiti che, istituto per istituto, vendono considerati. A questo punto la banca stessa farà attivare eventualmente la compravendita. In questo caso la banca offrirà un prestito e il venditore (colui che vende l’immobile) non dovrà versare alcuna somma in cambio, ma soltanto interessi e spese che saranno decise e poi detratte secondo il piano di ammortamento che si concorderà in fase contrattuale con l’istituto bancario.

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Quali sono i vantaggi fiscali?
Vendere casa alla banca comporta una serie di vantaggi economico-finanziari. C’è da dire che chi ha sottoscritto un contratto di un prestito vitalizio ipotecario, può aver diritto ad una serie di agevolazioni fiscali ed esenzioni. In particolare ci sarà l’esenzione su l'imposta di bollo, l'imposta di registro e le tasse sulla casa. Sarà prevista l’esenzione del pagamento anche delle imposte ipotecarie e catastali, nonché quelle sulle concessioni governative. Riguardo a ciò che invece bisognerà pagare: l’imposta sostitutiva dello 0,25% del prestito ottenuto, se si tratta di un ipoteca sulla prima casa e pertinenze. Poi si deve pagare anche l’imposta sostitutiva del 2% del prestito ottenuto se invece non è prima casa, oltre a tutte le tasse dovute per gli immobili durante il prestito (ovvero Tari, Imu, Tasi ecc), se non si tratta della prima casa.

Quali banche concedono il vitalizio ipotecario?
Non vi è una vera e propria lista delle banche che aderiscono e concedono il vitalizio ipotecario ma di certo è possibile rivolgerti al tuo istituto bancario di fiducia per comprendere la loro posizione e il loro grado di apertura in tal senso.

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