Collegato Lavoro: eliminata la provvigione dal Rogito. Tutte le novità, cosa cambia e perché.

Collegato Lavoro: eliminata la provvigione dal Rogito. Tutte le novità, cosa cambia e perché.

Ultimo aggiornamento: 15/12/2024
Tempo di lettura: 4 minuti

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Approvato il disegno di legge "Collegato Lavoro": le novità per la compravendita immobiliare.

L’11 Dicembre il Disegno di Legge Collegato Lavoro ha ricevuto l’approvazione definitiva, introducendo importanti novità non solo nel settore dei contratti di lavoro, licenziamenti e dimissioni, ma anche nell’ambito delle operazioni di compravendita immobiliare.

Questo provvedimento, di iniziativa governativa, rappresenta un’importante novità legislativa in diversi ambiti. Inserito nella legge di bilancio, il Collegato Lavoro introduce misure di semplificazione e regolamentazione che riguardano la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, i contratti di lavoro, gli ammortizzatori sociali e gli obblighi contributivi. 

Inoltre, interviene anche nel settore immobiliare, con modifiche che semplificano le operazioni di compravendita, garantendo maggiore privacy per le parti coinvolte.

Vediamo in dettaglio di che cosa si tratta, che cosa prevede il provvedimento e quali sono le novità nel settore immobiliare.

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I cambiamenti di"Collegato Lavoro" nel settore immobiliare: le novità.

Tra i cambiamenti più significativi figura l’eliminazione dell’obbligo di specificare nel rogito l’importo pagato all’agenzia immobiliare. Questa modifica potrebbe tradursi in un vantaggio economico per compratori e venditori, oltre a semplificare le procedure di acquisto e vendita di immobili, che comprendono case, negozi, terreni e garage.

Una svolta nel Rogito Notarile: niente provvigione.

Il provvedimento introduce una semplificazione nelle operazioni di compravendita, eliminando alcuni vincoli attualmente in vigore. In particolare, la novità riguarda la provvigione riconosciuta agli intermediari, come gli agenti immobiliari. 

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Con la nuova normativa, non sarà più obbligatorio indicare l’importo esatto della provvigione nel rogito, favorendo una maggiore tutela della privacy delle parti coinvolte e, in alcuni casi, consentendo una riduzione dei costi per i clienti.

Cosa rilascia il notaio dopo il rogito?

Come funziona attualmente il Rogito?

Prima di analizzare i cambiamenti, vediamo come ha funzionato il rogito fino ad ora.
Nel documento notarile, le parti erano portate ad indicare:

• Se si fossero avvalse dell’intervento di un intermediario o agente immobiliare;

• I dati identificativi del mediatore, come codice fiscale, Partita IVA, iscrizione al ruolo e alla Camera di Commercio;

• L’importo della provvigione pagata per il servizio e le modalità di pagamento.

Questi obblighi, introdotti con la legge n. 223 del 2006 (nota come Decreto Bersani), avevano l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale sulle provvigioni. Tuttavia, questa normativa ha spesso compromesso la privacy delle parti, rendendo trasparenti agli occhi di compratore e venditore i costi sostenuti dall’altra parte.

GDPR e trattamento dei dati in una compravendita immobiliare: come tutelarsi.

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Collegato Lavoro: cosa cambia nel Rogito?

Con l’entrata in vigore della nuova legge, il rogito sarà semplificato. Rimarrà l’obbligo di dichiarare se si è usufruito del servizio di un intermediario, specificandone i dati identificativi, ma non sarà più necessario indicare l’importo della provvigione.

Le parti potranno comunque scegliere volontariamente di comunicare questa informazione, ma sarà sufficiente riportare il numero della fattura e dichiarare che l’importo corrisponde a quanto documentato. 

Questo cambiamento mira a:

• Garantire maggiore privacy ai contraenti;

• Agevolare la negoziazione tra cliente e professionista, consentendo agli intermediari di proporre compensi personalizzati senza timore di compromettere la fiducia del cliente.

Obblighi del notaio dopo il rogito: quali sono?

Privacy e sicurezza fiscale di venditore e acquirente.

Nonostante la rimozione dell’obbligo di trasparenza sulla provvigione, il rischio di evasione fiscale rimane contenuto. L’importo della provvigione sarà comunque tracciabile tramite la fattura elettronica, e l’intermediario avrà l’obbligo di dichiarare i compensi percepiti.

Questo cambiamento non solo migliora la riservatezza delle parti coinvolte, ma potrebbe anche favorire una riduzione delle provvigioni per alcuni clienti, aprendo a trattative più flessibili e convenienti.

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