Atto di donazione immobile: quanto costo il notaio?
La donazione di un immobile è un vero e proprio atto di generosità attraverso il quale un soggetto trasferisce gratuitamente la proprietà di un terreno o di un fabbricato ad un’altra persona.
Vediamo come funziona e a chi rivolgerti per un preventivo dedicato.
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In termini giuridici, chi dona il bene viene definito donante mentre chi lo riceve è detto donatario. Oltre al diritto di proprietà, con una donazione possono essere concessi anche altri diritti sul bene, come ad esempio il diritto di superficie, l’usufrutto, la servitù.
Chiaramente, gli immobili non sono gli unici beni che possono essere ceduti a titolo gratuito. La procedura affinché un bene possa essere donato, però, varia a seconda del bene oggetto di donazione.
Se è coinvolto un immobile, è necessario ricorrere ad un vero e proprio atto di donazione presso un notaio. Non solo. Presso lo studio notarile incaricato di redigere l’atto, infatti, dovranno
essere presenti anche due testimoni maggiorenni, non direttamente coinvolti nella donazione e che siano dotati della capacità di agire.
La scelta del notaio a cui affidare l’atto è senz’altro importante. Al netto del fatto che, in linea di principio, i notai sono professionisti dalle comprovate conoscenze nell’ambito del diritto immobiliare e familiare, è altrettanto doveroso sottolineare che le parcelle notarili non sono certamente tutte identiche tra loro.
A tal proposito, è fondamentale chiedere dei preventivi notarili, magari interpellando più notai, come ben descritto in un articolo di approfondimento pubblicato sul sito prezzinotaio.it
Quanto è importante il ruolo del notaio nella donazione di un immobile?
Nelle donazioni immobiliari il notaio svolge un ruolo determinante, sostanzialmente simile a ciò che avviene in caso di una normale compravendita immobiliare. Infatti, è compito del notaio effettuare una serie di controlli utili per assicurarsi che l’immobile sia esenta da problematiche sia sotto il profilo catastale che urbanistico e amministrativo.
In tal senso, spetta al notaio procurarsi le visure catastali e ipotecarie dell’immobile, utili per accertarsi che l’immobile venga donato dall’effettivo proprietario e che sia libero o meno da gravami
Il notaio dovrebbe, inoltre, fornire alle parti informazioni precise circa le ricadute fiscali di una donazione. Se è vero che la donazione è, per definizione, gratuita, è necessario conoscere le tipologie di imposte da versare e come le stesse vengono calcolate.
Ciò in quanto le parti (solitamente il donatario) versano al notaio in un unico importo sia le tasse sia la parcella del professionista. Sarà, poi, compito del notaio stesso provvedere al pagamento delle imposte all’Agenzia delle Entrate.
L’atto dal notaio assume grande rilevanza anche per un altro aspetto, spesso trascurato: il beneficiario della donazione potrebbe anche rifiutarla. La presenza, al cospetto del notaio, sia del donante che del donatario è il segnale che quest’ultimo sia disposto ad accettare la donazione.
Ulteriori adempimenti a carico del notaio sono quelli che vengono svolto successivamente all’atto. Ci riferiamo, in particolare, alla trascrizione dell’atto nei registri pubblici immobiliari, alla sua registrazione presso l’Agenzia delle Entrate nonché alla voltura catastale.
Quali sono i rischi delle donazioni?
La scelta di donare un immobile è, spesso, legata alla volontà di concedere un bene ad un proprio familiare, come ad esempio un figlio. È opportuno, però, muoversi con una certa cautela prima di compiere un passo del genere.
A seconda della composizione familiare del donante e dell’ammontare del suo patrimonio, infatti, potrebbero sorgere delle dispute tra eredi, tali da compromettere, anche a distanza di tempo, la validità della donazione.
Ricordiamo che il nostro ordinamento stabilisce la possibilità di contestare una donazione se non sono ancora trascorsi 20 anni dalla sua trascrizione o 10 anni dalla data di apertura della successione. La contestazione viene avanzata nel caso in cui uno o più eredi ritengano di aver ricevuto un’eredità minore rispetto alla quota minima ad essi spettante di diritto.
Quanto costa un atto di donazione immobiliare?
L’atto di donazione immobiliare comporta la necessità di sostenere dei costi, solitamente a carico del donatario, a meno che le parti non si accordino diversamente. In primis, c’è da tener conto dell’onorario del notaio, che può variare in base alla complessità dell’atto e/o al valore catastale dell’immobile, e che difficilmente sarà inferiore ai 1.500/2.000 euro.
Una delle principali imposte associate alle donazioni immobiliari è la cosiddetta imposta di donazione. La buona notizia è che questa imposta non sempre si paga, soprattutto se vige uno stretto legame di parentela tra il donante e il donatario. Ma procediamo con ordine.
Se la donazione avviene tra coniugi e parenti in linea retta, l’imposta di donazione è pari al 4% del valore dell’immobile ma si paga solo nel caso in cui questo valore sia superiore a 1 milione di euro, limitatamente alla parte eccedente.
Se la donazione avviene tra fratelli e sorelle, l’imposta di donazione sale al 6% e la franchigia si abbassa a 100.000 euro. L’imposta di donazione è sempre al 6% per le donazioni che avvengono tra parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado. In questo caso, però, non vi è franchigia. Per le donazioni che coinvolgono soggetti tra cui non vige alcun legame di parentela l’imposta è pari all’8%.
Per le donazioni fatte a vantaggio di un soggetto portatore di handicap, la franchigia sale a 1,5 milioni di euro. Dunque, la tassa si paga soltanto sulla quota eccedente la franchigia, tenendo conto sempre del legame di parentela.
Ci sono, poi, ulteriori imposte che è necessario versare, a partire dall’imposta di bollo, pari a 230 euro, e all’imposta di registro, pari a 200 euro (quest’ultima non si paga nel caso in cui la donazione non superi i limiti della franchigia). Quando la donazione coinvolge beni immobili o diritti immobiliari è necessario farsi carico anche della tassa ipotecaria di 90 euro, composta dalle spese per la trascrizione (35 euro) e da quelle per le volture catastali (55 euro).
Altre imposte di cui bisognerà tenere conto sono l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale. L’imposta ipotecaria è dovuta nella misura del 2% del valore dell’immobile, quella catastale nella misura dell’1% del valore dell’immobile. Vi è, però, un’eccezione: se l’immobile donato coincide con la prima casa del donatario per le imposte ipotecarie e catastali si applica un contributo fisso pari a 200 euro ciascuna.
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