Affitto casa al mare: come funziona il contratto turistico?

Affitto casa al mare: come funziona il contratto turistico?

Ultimo aggiornamento: 13/10/2023
Tempo di lettura: 3 minuti

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Quella dell’affitto di case, ville e appartamenti in zone marittime è una soluzione che, ogni anno, viene scelta da sempre più persone che optano per una soluzione più famigliare, gestibile e senza vincoli di orari comunemente imposti dalle strutture alberghiere per pranzo e cena. Se hai una casa in una località turistica e hai intenzione di affittarla è bene che tu segua alcune accortezze e regole importanti previste dalle leggi in vigore a proposito di locazione turistica. Vediamo in dettaglio come fare, durata, tassa di soggiorno.

Che cos’è l’affitto Turistico?
L'affitto turistico è una forma di locazione che permette di affittare una casa o una stanza per brevi periodi. Le locazioni turistiche brevi sono definite nell’articolo 4 del D.L. N° 50/2017.
A tal proposito ecco alcune precisazioni da tenere presenti:

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a) Questa tipologia di contratto è riservata solo all’affitto di immobili abitativi
b) La durata massima del contratto deve rientrare entro i 30 giorni
c) Il contratto deve essere stipulato solo da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa
d) È prevista la possibilità di ulteriori servizi accessori nel contratto (come adempio la fornitura di biancheria e pulizia dei locali al termine del periodo di affitto) 

Registrazione del Contratto Turistico: come avviene?
Per quanto concerne la registrazione del contratto è obbligatoria quando la durata è superiore ai 30 giorni di affitto, raro se si parla di vacanze, ma non scontato. In questo caso il proprietario dell’immobile deve trasmettere all’autorità di pubblica sicurezza la comunicazione della cessione dell’immobile stesso, comunicando i dati delle persone che hanno affittato la casa iscrivendosi al portale AlloggiatiWeb che permette di comunicare anche in via telematica i nomi degli inquilini, cittadini Ue o extra Ue. Se di durata superiore ai 30 giorni invece è obbligatoria la registrazione contratto di affitto. 

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Tassa di soggiorno: quanto incide e quanto costa.
In riferimento alla locazione turistica inferiore ai 30 giorni, la normativa italiana prevede l’applicazione di una tassa di soggiorno, a carico del conduttore, salvo diverso accordo. Varia da comune a comune, che ha la possibilità di stabilirne la quota, fino ad un massimo di 5 euro a notte di permanenza. Di norma il periodo di tassazione non supera la settimana, ma rimane una decisione locale. La riscossione della tassa di soggiorno spetta al proprietario o l’intermediario e deve essere richiesta al momento dell’arrivo dell’inquilino dietro rilascio di una ricevuto che dovrà indicare: importo totale, periodo di soggiorno turistico e chi ne beneficia.

Affitto Turistico: quali sono i costi?
Come per tutti i contratti di affitto anche per il contratto turistico è previsto il pagamento di una serie di costi quali imposta di registro ( sempre che non si opti per la cedolare secca ) pari al 2% del canone annuo di locazione e ogni 4 pagine del contratto, o ogni 100 righe, e una marca da bollo da 16 euro.

Redditi da affitto turistico di una casa: si devono dichiarare?
Tutti i canoni di affitto turistico percepiti per una casa vacanze sono soggetti a tassazione Irpef e devono essere indicati o sul modello 730 o sul Modello Unico, nel quadro RB per i redditi da fabbricati e le spese sostenute si possono portate in deduzione entro la misura del 5% del reddito complessivo e a titolo forfettario.

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